BENVENUTI A TENUTA MARYAMADO

Dai nobili fiorentini del 1500 agli attuali proprietari: Tenuta Maryamado porta con sé anni di un’affascinante storia di vera passione per la terra toscana.

1546 - 1805

La Villa di Lucignano, oggi Villa Maryamado, fu acquistata nel 1546 da un membro di una delle più importanti famiglie nobili fiorentine, la famiglia Guicciardini. La proprietà in quel periodo era conosciuta come la Villa di Bonorlo. L'architetto e scultore Gherardo Silvani, tra i più importanti e prolifici artisti del Seicento fiorentino, fu incaricato del progetto di ristrutturazione. Piero Bardi, cavalier servente della moglie del nobile fiorentino, si occupò probabilmente del giardino. L'archivio di famiglia dal 1805 racconta di un vasto campo che circonda la Villa su tre lati, di circa 8400 mq recintati da parapetti. 

Tra due ali di cipressi, davanti alla Villa, si trovano due leoni in terracotta appoggiati su pilastri. Al termine di un altro viale di cipressi, si trovano altri due pilastri simili ai suddetti, che ospitano anche animali in terracotta, in uno spazio sferico ornato. Da questo spazio il sentiero prosegue per la strada principale, che funge da principale punto di accesso alla Tenuta, e prosegue per un altro sentiero che porta al casale detto Brugnano, uno dei dodici appartenenti a questa Proprietà.

1810 – 1868

Il figlio più giovane del degunto proprietario ereditò la Villa e il podere di Lucignano nel 1810. Nel 1814, dopo aver vissuto in esilio in Francia, ritornò in Italia e iniziò a curare con passione le sue proprietà. Tra il 1820 e il 1825 commissionò all’architetto lucchese Lorenzo Nottolini la costruzione della limonaia della Villa. Anche i successivi lavori alla Villa sono documentati nell’archivio di famiglia. Nel 1868 si decise che sarebbe stata costruita una grande cisterna sotto il prato della Villa, in un’area che consentisse di non usare una pompa. Avrebbe contenuto 1100 metri cubi di acqua che sarebbero stati utilizzati nei giardini e nell’orto, così come nelle stalle e nelle cantine.

Portato a termine questo progetto con successo, avvenne la ricostruzione del muro fatiscente del giardino, il quale venne ampliato e recintato da un cancello, creando un’ampia zona boschiva lunga circa settanta metri con ottime piante di limone e una copertura per la stagione invernale… La Villa fu dotata di persiane, la pavimentazione del salone a terra venne ristrutturato in stile veneziano e tutte le facciate della Villa, fattoria e altri edifici furono intonacate all’aria fresca di primavera.

1869 - 1871

La Tenuta inizia ad assumere un aspetto sempre più simile a quello attuale. Nella primavera del 1869 anche la strada fu ripristinata rimuovendo un’ostruzione di viti rampicanti, per evitare di dover attraversare un tratto in salita già esistente. Questa azione fu significativa, poiché a un certo punto gli impianti avevano raggiunto un’altezza di 4 metri e mezzo, una lunghezza di circa 12 metri e una lunghezza di 100 metri circa. A nord e a sud venne effettuato il restauro dei prati laterali e del prato all’interno della Villa, delimitando questa vasta area con una recinzione in ferro con pilastri in laterizio e capitelli in pietra sagomata. C’erano anche sei cancelli in ferro e quello principale si presentava maestosamente.

Questo cortile era piantumato con una fila di tigli e molte conifere erano sparse per tutto il prato insieme a vari vasi di fiori. Le Scuderie furono completate nel 1870 dai resti di un vecchio spazio lungo il cortile, un tempo adibito a rimessa, cantina e legnaia. Fu necessario ricostruire anche la strada di accesso a queste scuderie, in quanto la salita era difficoltosa e ogni volta che un carro doveva partire risultava necessario aggiungere un paio di buoi per rinforzo. C'erano anche molti cavalli che non sarebbero stati in grado di scalare la collina. Questo cambio di strada fece sì che non fosse più necessario attraversare il prato della Villa.

1885 – Oggi

Negli anni la considerazione per la tenuta proseguì con un susseguirsi di eredi e vari ammodernamenti, tra cui il restauro della fattoria e dei vigneti.
I giardini furono poi semplificati e l'orto fu definitivamente abbandonato negli anni Settanta del Novecento. La tenuta è stata acquistata dagli attuali proprietari nel 2019 con l'aspirazione di preservarne l'essenza e rispettarne la storia.

Attualmente sono in corso ambiziosi progetti di ristrutturazione volti a preservare una bella parte del patrimonio culturale toscano per le generazioni future e a produrre prodotti locali della più alta qualità in un'area rinomata per le sue tradizioni secolari. Questi prodotti sono eccezionali grazie a un terreno unico, ricco di calcare e argilla, un clima caratteristico e la conoscenza di queste antiche vocazioni che si è tramandata di generazione in generazione.

Maryamado Tenuta Maryamado

Il nostro manifesto

Stiamo impiegando le migliori tecniche di restauro e ci stiamo avvalendo della collaborazione di architetti e paesaggisti, ingegneri, artigiani, agronomi, un enologo, un oleologo e un consulente esperto in biodiversità.

Si tratta di un progetto la cui chiave sono passione e determinazione, naturalmente sorti dall’ammirazione e dal rispetto della bellezza del paesaggio e dell’eredità culturale di questa regione.

 

Le operazioni di restauro dei fabbricati storici prevedono interventi sulla villa, edificio di pregio al centro della tenuta, e sulle circostanti strutture. Tra queste sono di particolare interesse storico il lavatoio, la limonaia, il mulino e le grotte usate durante la Seconda guerra mondiale per nascondere donne e bambini.

Gli obiettivi paesaggistici e produttivi della tenuta sono:

1

Migliorare notevolmente la qualità e la varietà dei prodotti agricoli prodotti in azienda grazie all’uso delle migliori tecniche di agricoltura biologica, mettendo in risalto le colture più antiche andate perdute ed esaltando le varietà tradizionali, antiche e nuove. Puntiamo molto sulla produzione di olio di oliva e vino della migliore qualità, grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia, prestando particolare attenzione a tutti i passaggi produttivi. Per quanto riguarda la produzione di olio evo, gli olivi secolari sono un ottimo esempio delle tradizionali varietà toscane: frantoio, moraiolo, pendolino, morchiaio, e leccio del corno. Le olive vengono colte presto, ai primi segni di invaiatura, rigorosamente a mano, e immediatamente frante in moderni frantoi a bassa temperatura e con ridotto impatto ossidativo. Stiamo attualmente producendo cinque oli extra vergine di oliva monovarietali e due blend. Prevediamo di accrescere la produzione introducendo un secondo blend nel 2021.

2

Impegnarci nel restauro dei giardini storici, vittime di anni di abbandono e incuria.

3

Accrescere la biodiversità dell’intera tenuta grazie al coinvolgimento di esperti naturalisti il cui obbiettivo è quello di stimare la fauna e flora attualmente presenti, e porre in atto strategie per implementare la varietà delle specie con particolare attenzione alla reintroduzione di specie rare pressoché scomparse dalla zona.

4

Incrementare la rilevanza culturale della proprietà grazie all’istituzione di un piccolo museo e all’installazione di importanti opere d’arte attentamente integrate nel paesaggio, ma anche grazie alla cura degli orti, e alla creazione di pittoreschi belvedere e giardini perfettamente inseriti nel contesto locale, senza però dimenticare il desiderio di interrare gli elementi di disturbo del paesaggio, quali pali della rete elettrica o telefonici, in modo da migliorare il panorama visto da noi e dai vicini.

5

Creare un sistema in grado di assicurare l’autosufficienza idrica, riguardante anche l’impianto di irrigazione dei giardini e di tutte le colture, e un sistema di drenaggio e controllo dell’erosione del suolo, anch’esso in rovina dopo anni di incuria.

LA NOSTRA TERRA, LE NOSTRE COLTIVAZIONI. LA MERAVIGLIA DELLA NATURA TOSCANA.

IL GRANO

IL GRANO

Immersi nelle dolci colline a nord della tenuta, i "Campi del Patrimonio" (o "Campi Antichi" o "Campi del Fossato") sono dedicati a una produzione a rotazione di grani antichi e grano biologico che viene raccolto ogni anno e trasformato in una gamma di paste e prodotti da forno artigianali.

GLI ULIVI

GLI ULIVI

La tenuta ospita una serie di uliveti, ognuno con il suo mix unico di varietà di olive, esposizione al sole e al vento, età e persino metodi di coltivazione. Da vecchi boschetti di alberi maestosi, a boschetti a spalliera appena piantati, la varietà dei nostri uliveti consente alla tenuta di produrre costantemente olio d'oliva biologico pluripremiato. Come parte della missione della tenuta di servire come custodi della tradizione agricola locale, stiamo anche piantando un "Olearium" - un boschetto speciale di oltre 25 varietà storiche di olive toscane per garantire che il genoma di queste varietà sia protetto e assicurato per le generazioni future.

I VIGNETI

I VIGNETI

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LO ZAFFERANO

LO ZAFFERANO

Nell'ambito della missione dell'azienda di produrre un'ampia varietà di prodotti locali, l'azienda è in fase di progettazione e preparazione per la semina di nuovi campi di zafferano biologico. Questa spezia famosa in tutto il mondo è in realtà lo stigma e lo stile del bellissimo e delicato fiore di Crocus sativus. Raccolto a mano in alcuni giorni dell'anno in autunno, oltre ad essere utilizzato in cucina e nella tradizione da millenni, sono in corso molti studi su altri potenziali usi medicinali dello zafferano.

L'ORTO

L'ORTO

Nella tenuta verranno coltivati ortaggi e alberi da frutto biologici tradizionali ed esotici. Verranno inoltre tagliati i fiori, per garantire prodotti freschi di stagione fiori durante tutto l’anno. Come parte della strategia di sostenibilità dell'azienda, il terriccio organico per tutti i giardini sarà prodotto direttamente in loco attraverso un programma di compostaggio olistico in modo che la grande maggioranza dei rifiuti organici venga riciclata in loco, riducendo la necessità di trasportare nuovo terriccio dall'esterno della tenuta per la produzione e giardini ornamentali.

La tenuta Il grano Gli ulivi Le vigne Lo zafferano L'orto

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